Lectio Quotidiana
Sab, 10 gennaio ‘26
Feria propria del 10 gennaio
1 Gv 4,19-5,4. Lc 4,14-22
Non è pesante!
Nella prima lettura san Giovanni ci offre una parola liberante: «I comandamenti di Dio non sono gravosi». Questa affermazione sorprende, perché spesso pensiamo ai comandamenti come a pesi, limiti, obblighi difficili da portare. Giovanni capovolge questa visione: quando si ama, ciò che è comandato non pesa più. L’amore trasforma il dovere in dono. Chi è nato da Dio vince il mondo, e questa vittoria non viene dalla forza, ma dalla fede che opera nell’amore.
I comandamenti diventano pesanti solo quando sono separati dall’amore. Quando l’amore è al centro, essi diventano una strada che libera, non una catena che imprigiona. Come un figlio che si prende cura dei genitori non per obbligo ma per amore, così il credente vive la volontà di Dio non come un peso, ma come una gioia possibile.
Il Vangelo ci presenta l’inizio del ministero pubblico di Gesù, e lo fa attraverso una scena molto significativa: Gesù torna a Nazaret, la sua città, ed entra nella sinagoga. Qui troviamo tre elementi essenziali della sua missione.
Primo: Gesù inizia nella presenza di Dio.
La sinagoga è il luogo della Parola e della preghiera. Gesù non comincia la sua missione con strategie o progetti personali, ma mettendosi davanti a Dio. Legge la Scrittura, l’ascolta, la assume. La missione cristiana nasce sempre dall’ascolto di Dio. Senza questa radice, anche le opere migliori diventano pesanti e sterili.
Secondo: Gesù inizia all’interno della comunità, là dove ha le sue radici.
Nazaret è il luogo della sua crescita, delle relazioni quotidiane, della vita semplice. Gesù non fugge dalle sue origini. Accetta di iniziare proprio lì, tra persone che lo conoscono, che sanno chi è. La fede non ci chiede di rinnegare le nostre radici, ma di trasformarle in luogo di testimonianza. Anche questo rende il Vangelo “non gravoso”: Dio entra nella nostra vita così com’è.
Terzo: Gesù si presenta come l’Inviato, l’Unto da Dio.
«Lo Spirito del Signore è sopra di me». Gesù sa chi è e per che cosa è mandato. La sua missione è chiara: portare il lieto annuncio ai poveri, la liberazione ai prigionieri, la vista ai ciechi, la libertà agli oppressi. Non è un peso per lui, perché è in piena sintonia con la volontà del Padre. Quando viviamo ciò per cui siamo chiamati, anche la fatica trova senso.
In Gesù vediamo che la volontà di Dio non schiaccia, ma libera; non appesantisce, ma dà vita. I comandamenti non sono gravosi perché nascono dall’amore e conducono all’amore.
Chiediamo oggi la grazia di vivere la fede non come un peso da sopportare, ma come una missione da accogliere: nella presenza di Dio, nella nostra comunità, e con la certezza di essere inviati. Allora scopriremo anche noi che ciò che viene da Dio non pesa, ma dona gioia e libertà.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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