Lectio Quotidiana. Mer, 7 gennaio ’26. Lasciare Nazaret

Lectio Quotidiana

Mer, 7 gennaio ’26

Feria propria del 7 gennaio

1 Gv 3,22–4,6; Mt 4,12–17.23–25

Lasciare Nazaret

Si dice che le navi siano più sicure nel porto.

Ma le navi non sono fatte per restare sulla riva.

Nel Vangelo di oggi Gesù lascia il suo porto.

Dopo trent’anni di vita nascosta, esce da Nazaret, il suo luogo sicuro, la sua zona di conforto. Nazaret lo aveva custodito, ma lo aveva anche messo in dubbio. Lì sicurezza e rifiuto stavano insieme. Gesù capisce che è tempo di partire.

Fa una scelta sorprendente. Non va a Gerusalemme, centro del potere, della religione e della visibilità. Sceglie Cafarnao, una città semplice, di confine, senza prestigio. Il Regno di Dio non nasce sotto i riflettori, ma ai margini. Le grandi opere di Dio spesso iniziano dove nessuno guarda.

Un altro segno spinge Gesù ad agire: l’arresto di Giovanni il Battista. Gesù comprende il momento. Capisce che attendere non è più fedeltà. Il discernimento porta alla decisione. Il silenzio lascia spazio all’annuncio.

Da quel momento Gesù agisce. Annuncia il Regno. Guarisce i malati. Ristora le vite ferite. Il Regno di Dio non è solo una bella idea o un sogno lontano. Senza azione, resta solo un pensiero. Gesù lo sa. Per questo si muove, parla, tocca, guarisce.

Questo Vangelo parla a noi all’inizio del nuovo anno. Abbiamo progetti, sogni e buone intenzioni. Ma se non diventano azione, restano solo desideri. La paura, il rimandare, la comodità possono tenerci fermi sulla riva.

Gesù ci invita a lasciare la nostra “Nazaret” — i luoghi sicuri che ci impediscono di crescere. Ci chiede di leggere i segni del tempo, di iniziare da dove siamo, e di cominciare in modo semplice ma concreto.

La prima lettura ci dà la chiave: restare uniti a Dio. Giovanni ci ricorda che chi vive in Dio vive nell’amore e nella verità. L’azione senza comunione diventa attivismo vuoto. La comunione senza azione diventa una pietà sterile.

Pensiamo a uno smartphone. Per quanto sia avanzato, senza collegamento alla corrente diventa inutile. Quando è collegato, prende vita e diventa efficace. Così siamo noi. Quando restiamo uniti a Dio, riceviamo l’energia dell’amore, del coraggio e della chiarezza. Solo allora la nostra azione porta frutto.

Lasciare Nazaret non significa abbandonare la fedeltà, ma viverla pienamente. Uniti a Dio, possiamo passare dalla sicurezza al servizio, dalle idee all’azione, dai sogni al Regno reso visibile.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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