Lectio Quotidiana
Mar, 6 gennaio ’26
L’epifania del Signore
Is 60,1–6; Ef 3,2–3.5–6; Mt 2,1–12
Le ricchezze del mare
Un giovane arrivò un giorno in un piccolo villaggio e si sedette in silenzio sotto un albero, fuori dal paese. Non parlava con nessuno. La gente si chiedeva chi fosse: un saggio, un pazzo, un viandante. Una sera una bambina gli si avvicinò e gli chiese: «Che cosa porti nella tua borsa?» Lui aprì la vecchia borsa e tirò fuori un diamante. Alla luce del tramonto brillava fortemente. «Me lo dai?» chiese la bambina. «Prendilo», rispose il giovane. La bambina tornò a casa piena di stupore. La mattina dopo tornò, gli porse il diamante e disse: «Non voglio il diamante. Voglio il cuore che ha saputo donarlo».
L’Epifania parla di questa ricchezza: non di ciò che possediamo, ma di ciò che doniamo; non di ciò che brilla per un momento, ma di ciò che trasforma la vita.
Oggi celebriamo il cammino dei Magi. Isaia lo descrive così: «Le ricchezze del mare verranno a te». Non sono solo ricchezze materiali, ma i tesori della ricerca, del cammino, della fede, di cuori pronti a viaggiare per la verità.
Un viaggio improvviso, lungo e trasformante
L’arrivo dei Magi è improvviso. La loro domanda scuote Erode e tutta Gerusalemme: «Dov’è il re dei Giudei che è nato?» La rivelazione di Dio arriva spesso così: in modo inatteso e inquietante, e chiede una risposta.
Il loro viaggio è anche lungo. Non sappiamo da dove siano partiti né quanto abbiano camminato. Sappiamo però che si sono fidati di un segno. Una stella è bastata per metterli in cammino. La vera fede spesso comincia con poco, ma osa muoversi.
Il loro viaggio è trasformante. Partono cercando un re, tornano dopo aver incontrato Dio. Ritornano per un’altra strada, perché chi incontra Cristo non resta mai uguale.
Viaggio, luce e dono
(a) Viaggio. I Magi sono sempre pellegrini. Gerusalemme non è la fine. Betlemme non è la fine. Anche il ritorno fa parte del cammino. Ci insegnano che la vita stessa è un viaggio. Senza meta si perde tempo, senza direzione si perde energia. L’Epifania ci chiede: dove sto andando? perché cammino?
(b) Luce. Una stella guida i Magi. Nel palazzo di Erode la luce scompare e nasce la confusione. Usciti di lì, la stella riappare ed essi provano una grande gioia. Dio si rivela a chi cerca la luce. Erode ha le Scritture, ma non segue la stella. I Magi seguono la luce e si mettono in cammino.
(c) Dono. I Magi offrono oro, incenso e mirra, ma donano molto di più: il loro tempo, il loro sapere, il loro coraggio, la loro adorazione. Donano se stessi. Questa è la vera ricchezza del mare: la ricchezza che cresce quando la fede è condivisa.
Conclusione
L’Epifania rivela Cristo a tutte le genti – come scrive San Paolo alla second lettura. e a ogni cuore in ricerca. Anche noi siamo invitati a questo cammino: uscire dall’oscurità, seguire la luce, portare doni, e tornare cambiati.
Concludiamo con una preghiera ai Magi:
O cercatori senza nome dell’Oriente,
custodi di chi arriva tardi,
compagni di chi cammina lontano per la verità,
proteggete chi confonde il sapere con la sapienza,
chi con buone intenzioni provoca dolore,
chi per i suoi talenti vive sempre nel rischio.
Insegnateci a camminare leggeri,
a seguire fedelmente la luce,
a donarci senza paura,
e a tornare a casa per un’altra strada.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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