Lectio Quotidiana
Sab, 3 gennaio ’26
Santissimo Nome di Gesù – Festa
1 Giovanni 2:29–3:6; Giovanni 1:29–34
Nome e significato
Oggi la Chiesa ci invita a gioire del Santissimo Nome di Gesù. Non è una devozione a un suono o a una parola, ma a una Persona, a una missione e a un nuovo inizio donato all’umanità.
La Scrittura parla chiaramente della forza di questo Nome. Pietro proclama davanti al sinedrio: “In nessun altro c’è salvezza” (At 4,12). Paolo aggiunge: “Dio gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome” (Fil 2,9).
Il significato biblico del nome
Anzitutto, il nome esprime l’identità. Isacco significa “egli ha riso”; il suo nome conserva la storia di una promessa sorprendente di Dio. Conoscere il nome significa conoscere la persona.
In secondo luogo, il nome rivela la missione. Mosè significa “tratto dalle acque” ed egli diventa colui che libera il popolo dalla schiavitù. Il nome indica lo scopo della vita.
In terzo luogo, il nome segna un nuovo inizio. Quando Saulo diventa Paolo, la sua vita cambia direzione e si apre alla missione. Un nome nuovo indica una vita trasformata.
Il nome Gesù – da Giosuè, “il Signore salva” – racchiude tutto questo. Dice chi egli è, che cosa fa e che cosa dona: la salvezza. In lui l’umanità riceve un nuovo inizio.
«Ecco l’Agnello di Dio»
Nel Vangelo di oggi, Giovanni Battista non parla di sé. Indica Gesù e lo chiama: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo.” In una sola frase rivela la sua identità e la sua missione. Gesù non condanna soltanto il peccato, ma lo porta via. Su di lui lo Spirito rimane.
La prima lettura approfondisce questa verità. Chi vive in Cristo non rimane nel peccato, perché partecipa alla sua vita. Appartenere a Gesù significa lasciarsi plasmare dal suo Nome e vivere come figli di Dio.
Tre lezioni per noi oggi
Primo, pregare nel nome di Gesù. Gesù promette: “Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò” (Gv 14,13). Pregare nel suo nome significa unire il nostro desiderio alla sua volontà di salvezza.
Secondo, custodire la memoria del nome di Gesù. Il nome è memoria. Ricordare il nome di Gesù significa ricordare la sua misericordia, il suo stile di vita, la sua croce e la sua risurrezione. Riunirsi nel suo nome è continuare la sua missione nel mondo.
Terzo, essere responsabili del nostro nome. La Scrittura dice: “Un buon nome vale più di grandi ricchezze” (Pr 22,1). Ognuno di noi porta un nome. Le nostre parole e le nostre scelte possono onorarlo o svuotarlo. Come portatori del nome di Cristo, siamo chiamati a vivere in modo degno di lui.
Conclusione
Oggi onoriamo il Santissimo Nome di Gesù non solo con le labbra, ma con la vita. Il suo nome ci salva, ci raduna e ci manda. Che il Nome di Gesù continui a portare salvezza e speranza al mondo.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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