Daily Catholic Lectio. Gio, 1 gennaio ‘26. Dal cammino allo scopo

Daily Catholic Lectio

Gio, 1 gennaio ‘26

Capodanno

Solennità di Maria, Madre di Dio

Nm 6,22–27; Gal 4,4–7; Lc 2,16–21

Dal cammino allo scopo

Entrando nel nuovo anno, iniziamo con una verità semplice ma profonda: lo spazio è nostro, il tempo è di Dio. Noi scegliamo i luoghi, ma il tempo ci conduce in modi che non controlliamo. Oggi ringraziamo Dio che tiene il nuovo anno, il 2026, nelle sue mani e ci guida con dolcezza. Il tempo non è nostro da possedere; è un dono di Dio da compiere.

Un antico testo cristiano, l’Inno della Perla degli Atti di Tommaso, ci offre un’immagine forte. Racconta di un giovane principe mandato dalla sua casa regale in una terra lontana per prendere una perla preziosa, custodita da un serpente feroce. Travestito, dimentica la sua missione, diventa schiavo e perde la sua identità. Solo quando riceve una lettera da casa si risveglia: ricorda chi è, perché è stato mandato e cosa deve cercare. Vince il serpente, prende la perla e torna a casa per ricevere la veste di gloria preparata per lui.

Questa è anche la nostra storia. Ogni nuovo anno ci trova come quel principe, pieni di speranza. Col passare dei giorni, però, ci distraiamo, ci abituiamo alla routine, diventiamo schiavi della paura, delle abitudini o di una vita troppo piena. Dimentichiamo il nostro scopo. Ma oggi è come una lettera da casa. Dio ci ricorda: non sei fatto per la schiavitù; sei mandato per una perla. La nostra vita è quella perla preziosa. Quest’anno, non dimentichiamo ciò che cerchiamo.

La prima lettura ci mostra un Dio che cerca il suo popolo. Attraverso Aronne, Dio benedice Israele: Il Signore ti benedica e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda la pace.

Ecco tre doni per il nuovo anno:

– Benedizione per il corpo, perché la vita sia custodita.

– Grazia per l’anima, perché il perdono e la forza ci rinnovino.

– Pace per la mente, perché il cuore riposi in Dio.

Israele ricorda che la vita non va avanti solo con la forza umana, ma con la presenza fedele di Dio. All’inizio dell’anno, mettiamo i remi della nostra barca fragile nelle mani di Dio e impariamo, a volte, anche a riposare.

Il Vangelo presenta tre azioni semplici ma decisive.

Primo, i pastori lasciano le pecore e vanno in fretta a vedere il Messia. Per incontrare ciò che è più grande, lasciano ciò che è familiare. La vita nuova chiede sempre di lasciare qualcosa. Nessuno trova la perla senza muoversi.

Secondo, la gente che ascolta resta meravigliata. I pastori erano considerati poco affidabili e insignificanti. Eppure Dio li sceglie come primi messaggeri. Dio parla spesso attraverso voci inattese. Quest’anno viviamo senza paura del giudizio degli altri, fedeli a ciò che abbiamo visto e udito.

Terzo, Maria custodisce tutto nel suo cuore. Luca usa un verbo che significa “tenere insieme”, “collegare”. Maria non ha fretta di spiegare; contempla. Unisce eventi, parole, gioie e ferite in un senso più profondo. In un mondo affrettato, Maria ci insegna il silenzio interiore. Il tempo compiuto ha bisogno di riflessione.

La seconda lettura porta tutto a compimento: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio.” Il tempo non è solo da spendere o sprecare; è da compiere. Compiere il tempo significa viverlo con senso, direzione e amore. Il bambino nato da Maria ci rende non schiavi, ma figli e figlie.

All’inizio di questo anno, siamo invitati a un cammino non senza meta, ma con uno scopo. I nostri passi vadano verso la perla. Nessun serpente ci spaventi. Nessuna distrazione ci rubi l’identità. Siamo principi e principesse, chiamati alla gloria.

Maria, Madre di Dio, ci insegni a vivere il tempo con fede, a raccogliere la vita con sapienza e a camminare verso ciò che conta davvero.

Felice Anno Nuovo.

Il Signore vi benedica, vi custodisca e vi doni la pace.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

Leave a comment