Lectio Quotidiana
Lun, 29 dicembre ’25
Ottava di Natale – Quinto giorno
1 Giovanni 2,3–11. Luca 2,22–35
La luce che rivela
Mentre continuiamo a celebrare il Natale in questi giorni santi, la Chiesa ci presenta oggi una figura mite ma molto forte: Simeone. Non parla molto, non compie miracoli, eppure le sue parole brillano di una chiarezza straordinaria. Attraverso di lui scopriamo che cosa fa la vera luce: rivela.
Un bambino povero in un’offerta povera
Maria e Giuseppe vengono al Tempio per presentare il loro bambino al Signore. Luca nota con attenzione che offrono “una coppia di tortore o due giovani colombi”. Era l’offerta dei poveri. Quando il Figlio di Dio viene presentato a Dio, non sta in prima fila, ma in fondo—con i poveri, gli invisibili, la gente semplice.
La luce di Dio non appare prima nella potenza o nel privilegio. Appare nella povertà e nella semplicità. La luce rivela dove Dio sceglie davvero di abitare.
Simeone: un uomo in ascolto dello Spirito
In quel momento Simeone entra nel Tempio, mosso dallo Spirito Santo. Ogni giorno molti bambini venivano portati al Tempio, eppure quel giorno Simeone riconosce quel solo bambino. Come?
Perché Simeone era un uomo che attendeva, ascoltava, rimaneva attento. La sua vita non era rumorosa. Il suo cuore non era pieno di confusione. Sapeva ascoltare la voce silenziosa dello Spirito. Solo chi sa attendere può riconoscere. Solo chi è interiormente silenzioso può vedere con chiarezza.
Questo ci invita a chiederci: Qual è il rumore dentro di me che mi impedisce di ascoltare lo Spirito? La luce rivela non solo la presenza di Dio, ma anche le nostre distrazioni interiori.
Tenere la luce tra le braccia
Simeone prende il bambino tra le braccia. Tenere un bambino è un’arte. Nelle sue mani fragili, Simeone tiene la speranza d’Israele, la salvezza delle nazioni. Poi accade qualcosa di sorprendente: lascia andare. Non si aggrappa. Non possiede.
Avendo visto il Messia, la sua ricerca è compiuta. La sua attesa trova compimento. “Ora, Signore, puoi lasciare che il tuo servo vada in pace.” Lasciare andare è spesso doloroso, ma senza lasciare andare non c’è pace. Simeone ci insegna che la pienezza della vita non nasce dal trattenere tutto, ma dal riconoscere il dono ricevuto e dal restituirlo con fiducia a Dio. Gli attaccamenti, se non stiamo attenti, diventano pesi. La luce rivela quando è tempo di lasciare.
La luce come amore
Entrambe le letture di oggi ruotano attorno all’immagine della luce.
Nella Prima Lettera di Giovanni, la luce non è definita come conoscenza o rito, ma come amore: “Chi ama il proprio fratello o sorella rimane nella luce.”
L’odio è tenebra. L’amore è luce. Questa luce è concreta. Rivela come trattiamo gli altri. Non possiamo dire di camminare nella luce mentre feriamo gli altri con indifferenza, amarezza o esclusione.
Nel Vangelo, Simeone proclama Gesù come “luce per rivelarsi alle genti”. Gesù non dà solo la luce: egli è la luce. In lui Dio rivela il suo cuore—misericordioso, aperto a tutti, salvatore.
La luce che rivela il nostro cammino
La luce di Cristo rivela: chi è Dio, chi siamo noi, e come siamo chiamati a vivere. Rivela che l’attesa non è tempo perso, che la pienezza nasce dall’incontro, e che l’amore è il vero criterio della fede.
Tre inviti per oggi
La Parola di oggi ci lascia tre inviti chiari: Primo, attendere con pazienza e speranza. Simeone ci mostra che l’attesa vissuta nella fiducia porta chiarezza e pace. Secondo, portare la gioia del Messia nelle mani e nel cuore. Come Simeone, siamo invitati a tenere Cristo—specialmente nell’Eucaristia—e a lasciare che questo incontro ci riempia. Terzo, camminare nella luce amandoci gli uni gli altri. L’amore non è facoltativo. È la prova che viviamo nella luce.
Conclusione
La luce del Natale non solo consola; rivela. Rivela le nostre distrazioni, i nostri attaccamenti e la nostra vocazione. Possa Simeone insegnarci ad attendere, a riconoscere e a lasciare andare.
Possa Cristo, vera luce, aiutarci a camminare nell’amore, perché anche le nostre vite diventino luce che rivela Dio al mondo.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

Leave a comment