Lectio Quotidiana. Mer, 24 dicembre ’25. Aurora dall’alto

Lectio Quotidiana

Mer, 24 dicembre 2025

Novena di Natale – Giorno 8

2 Samuele 7,1–5.8–12.16; Luca 1,67–79

Aurora dall’Alto

Oggi siamo sulla soglia del Natale. La notte sta per finire. La Chiesa ci invita ad alzare gli occhi e il cuore verso un’immagine luminosa che raccoglie tutta la nostra speranza in una sola espressione: “l’Aurora dall’Alto.”

L’aurora non è ancora pieno giorno, ma è più forte della notte. Ci dice che le tenebre non hanno l’ultima parola.

1. Il Dio che costruisce la casa (2 Samuele 7)

Nella prima lettura, il re Davide si sente stabile. Vive in un palazzo e desidera costruire una casa per Dio. È un pensiero generoso. Ma Dio capovolge con dolcezza il progetto: “Non sarai tu a costruire una casa per me. Sarò io a costruire una casa per te.”

Qui impariamo qualcosa di essenziale su Dio. Non è anzitutto un Dio che chiede spazio; è un Dio che crea spazio per noi. Davide vuole dare a Dio una dimora; Dio promette a Davide un futuro. Davide pensa in termini di pietra e legno; Dio pensa in termini di vita e di generazioni.

Questa promessa va oltre Davide: “La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre.” Nelle oscurità della storia — fallimenti, esilio, regalità spezzata — Dio prepara in silenzio un discendente che regnerà per sempre. L’aurora inizia molto prima che il sole appaia.

2. Un canto sul confine della notte (Luca 1,67–79)

Nel Vangelo, Zaccaria rompe il suo lungo silenzio e canta. Il suo canto non è sentimentale; è profetico. Guarda il figlio appena nato, Giovanni, e vede oltre. 

“E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo…

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza

nel perdono dei peccati.”

E poi arriva il cuore del tema di oggi:

“Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,

ci visiterà un sole che sorge dall’alto,

per illuminare quelli che stanno nelle tenebre

e nell’ombra della morte,

e dirigere i nostri passi sulla via della pace.”

Da dove viene questa aurora? Dall’alto, dal cuore misericordioso di Dio. Non è una luce che produciamo noi. È una luce che ci cerca. Viene a chi è fermo, bloccato, nella paura e nel buio.

3. Dalla tenda alla presenza

Davide voleva costruire una casa per Dio. Zaccaria annuncia che Dio stesso viene ad abitare in mezzo al suo popolo. Il Dio eterno entra nel nostro tempo. Il Dio che nessuno può contenere sceglie di piantare la sua tenda tra noi.

Questo è il mistero che stiamo per celebrare: Dio non aspetta templi perfetti o cuori perfetti. Viene come aurora — in silenzio, con dolcezza, con forza irresistibile. Come lo sposo che esce dalla sua stanza, come il sole che sorge all’orizzonte, il Figlio esce dal cuore del Padre per diventare uomo tra gli uomini.

4. L’aurora cambia il nostro modo di vivere

Se Dio viene a noi come aurora, allora la fede non è negare il buio, ma fidarsi della luce. L’aurora non grida. Non discute con la notte. Arriva — e tutto lentamente cambia. Molti oggi vivono nelle ombre: incertezza, solitudine, paura del futuro, stanchezza del cuore. Il Vangelo non promette una luce immediata, ma promette una direzione: “guidare i nostri passi sulla via della pace.” Questo è il dono dell’Aurora dall’Alto: perdono invece del senso di colpa, presenza invece dell’abbandono, pace invece della confusione.

5. Diventare aurora gli uni per gli altri

Se Cristo viene come nostra aurora, anche noi siamo chiamati a diventare aurora per gli altri: una parola di incoraggiamento, un ascolto paziente, un cuore che perdona, un gesto semplice di bontà. Piccole luci, sì — ma l’aurora comincia sempre in piccolo.

In questo ultimo giorno prima di Natale, attendiamo non con ansia, ma con fiducia. Dio mantiene le sue promesse. Costruisce ciò che noi non possiamo costruire. Viene proprio quando la notte sembra più lunga.

Possa l’Aurora dall’Alto sorgere sulla nostra vita, illuminare le nostre tenebre e guidare i nostri passi sulla via della pace.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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