Lectio Quotidiana. Dom, 21 Dicembre ’25. Risvegliarsi dal sonno

Lectio Quotidiana

Dom, 21 dicembre 2025

Quarta Domenica di Avvento

Isaia 7,10–14. Romani 1,1–7. Matteo 1,18–24

Risvegliarsi dal sonno

Le quattro domeniche di Avvento formano un unico cammino spirituale: vegliate, preparatevi, rallegratevi, accogliete. Oggi, nella Quarta Domenica, la Parola di Dio ci invita a un movimento decisivo: risvegliarci dal sonno.

Le Scritture ci presentano tre persone — Acaz, Paolo e Giuseppe — ciascuna prigioniera di un diverso tipo di sonno e ciascuna chiamata a destarsi.

Anzitutto, il re Acaz. Non dorme fisicamente, ma spiritualmente. Di fronte alla minaccia politica e alla paura, sceglie alleanze umane invece della fiducia in Dio. Quando il profeta Isaia gli offre un segno, Acaz nasconde la sua incredulità dietro una falsa pietà: «Non chiederò». È il sonno della paura e dell’incredulità. Eppure Dio non lo abbandona. Viene dato il segno dell’Emmanuele — Dio-con-noi. Il messaggio è chiaro: la salvezza non viene dai potenti imperi, ma dalla fiducia nella presenza di Dio. Acaz è chiamato a risvegliarsi dalla paura e a riposare nella fede.

Poi Paolo. Un tempo Saulo, è molto attivo, ma profondamente addormentato. Il suo sonno è zelo mal indirizzato, certezza cieca, orgoglio religioso. Sulla via di Damasco, Cristo interviene. Saulo si risveglia a una nuova identità: servo di Cristo, apostolo, consacrato al Vangelo. Dall’incredulità alla fede, dalla violenza alla missione, dall’inquietudine alla pace: il risveglio di Paolo diventa il risveglio di molte nazioni.

Infine, Giuseppe. Il suo sonno è diverso. È il sonno della confusione e del rifiuto. Di fronte a una realtà che non riesce a comprendere, pensa, riflette, lotta — e poi si addormenta. Nel sonno, Dio parla. L’angelo rivela due verità: il bambino viene dallo Spirito Santo e il suo nome sarà Gesù. Giuseppe si risveglia non solo dal sonno, ma dalla resistenza. Passa dal rifiuto all’accoglienza, dall’angoscia all’obbedienza, dalla confusione alla pace. A volte, quando la vita ci sovrasta, Giuseppe ci insegna una sapienza mite: fermarsi, riposare, lasciare che Dio parli.

Cari amici, che cosa ci tiene addormentati oggi? La paura del futuro. La mancanza di fiducia in Dio. Il rifiuto di persone o situazioni che non comprendiamo.

La via del risveglio è semplice, ma esigente: riconoscere l’intervento di Dio e aggrapparsi ad esso con fede. L’ultima settimana di Avvento ci chiama a svegliarci — non per l’ansia, ma per l’Emmanuele; non per il controllo, ma per la fiducia; non per la paura, ma per la pace.

Avvicinandoci al Natale, alziamoci dal nostro sonno e accogliamo il Principe della Pace che viene ad abitare in mezzo a noi.

La candela che accendiamo oggi significa l’amore.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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