Lectio Quotidiana. Mar, 9 dicembre ’25. Cercare i più piccoli

Lectio Quotidiana

Martedì, 9 dicembre ’25

Seconda Settimana di Avvento, Martedì

Isaia 40,1–11. Salmo 96. Matteo 12,12–24

Cercare i più piccoli

La Parola di Dio oggi orienta dolcemente il nostro sguardo. Di solito cerchiamo ciò che è grande, impressionante, di successo: grandi edifici, grandi incarichi, grandi nomi. Ma la liturgia di oggi ci invita a cercare nella direzione opposta — verso ciò che è piccolo, inosservato, verso i più piccoli.

La stessa venuta di Cristo ci insegna questa lezione. Le persone più vicine al mistero del Natale sono tutte “piccole” agli occhi del mondo: Maria di Nazaret, Giuseppe il falegname, i pastori di Betlemme e i pagani venuti da Oriente. Dio inizia la sua opera di salvezza non dai potenti, ma dagli umili.

1. Dio, pastore dei piccoli (Isaia 40,1–11)

Nella prima lettura, Isaia annuncia consolazione a un popolo stanco. Per spiegare come Dio li restaurerà, usa l’immagine del pastore. Non è un caso. I governanti terreni, chiamati a fare da pastori, hanno disperso il popolo. Ma il Signore stesso viene come Pastore. Isaia descrive quattro azioni delicate: egli nutre il gregge — rispondendo alla fame reale; li raduna — perché nessuno sia dimenticato; porta gli agnellini — con sensibilità e rispetto; guida con dolcezza le pecore madri — conoscendo la condizione di ciascuna. La potenza di Dio non si manifesta nella forza, ma nell’attenzione premurosa verso i più deboli.

2. Il perduto diventa il più importante (Vangelo)

Nel Vangelo, Gesù parla di un pastore che lascia novantanove pecore per cercarne una smarrita. Secondo i calcoli umani, novantanove è più di uno. Ma nel cuore di Dio, il perduto diventa il più importante. Gesù rivela chiaramente la volontà del Padre: neppure uno dei piccoli deve andare perduto. Dio non si accontenta di ciò che è al sicuro; va in cerca di ciò che manca. Per lui, anche il più piccolo non è mai insignificante.

3. Dalla Parola alla vita

(a) Non trascurare le piccole cose

La Scrittura avverte che chi ignora le piccole cose cade poco a poco. La solidità di un grande edificio dipende dalla più piccola pietra delle fondamenta. Allo stesso modo, piccole abitudini, piccole scelte e piccoli gesti di cura plasmano la nostra vita. Molte perdite iniziano quando diventiamo negligenti nelle cose piccole. L’Avvento ci richiama all’attenzione.

(b) Il modo in cui trattiamo i piccoli rivela chi siamo

Il carattere di una persona si vede da come tratta i deboli, i silenziosi, i dipendenti dagli altri. Spesso questi “piccoli” sono le persone più vicine a noi: familiari, colleghi, vicini. Anche se fisicamente vicini, possiamo essere lontani nel tempo, nell’attenzione e nella generosità. Oltre questo cerchio, ci sono molti altri che vivono nel bisogno e nella fragilità. Cercare i più piccoli significa trattare ogni persona con dignità.

(c) Quando noi stessi ci sentiamo piccoli e smarriti

Ci sono momenti in cui ci sentiamo insignificanti — a causa della malattia, delle difficoltà economiche, della vecchiaia o della perdita di energie. In quei momenti sembriamo invisibili, quasi dimenticati. La Parola di oggi rafforza la nostra speranza: Dio allora ci cerca con ancora più tenerezza. La sua parola non viene meno; la sua cura non si indebolisce.

L’Avvento ci insegna dove guardare: non verso l’alto, ai potenti, ma verso il basso, ai più piccoli;

non verso i numeri, ma verso le persone; non verso il successo, ma verso la compassione. Preparandoci alla venuta del Signore, impariamo a cercare come cerca Dio — con pazienza, in modo personale e con amore — perché nessuno, neppure noi stessi, resti indietro.

Fr. Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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