Lectio Quotidiana
Lunedì, 8 dicembre ’25
Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Solennità
Genesi 3,9–15.20. Efesini 1,3–6.11–12. Luca 1,26–38
La macchia è buona!
Il dogma dell’Immacolata Concezione — cioè che Maria fu concepita senza il peccato originale — è stato proclamato solennemente da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con il documento Ineffabilis Deus. È significativo che questa grande festa si celebri nel tempo di Avvento, tempo di preparazione alla nascita di Cristo, perché l’Immacolata Concezione segna l’inizio del progetto di Dio per l’Incarnazione.
La Bibbia non parla direttamente dell’Immacolata Concezione di Maria. È interessante notare che il Corano, nella Sura Maryam, afferma che Maria è nata senza la macchia del peccato. Poiché nell’Islam Gesù è considerato un profeta — e i profeti sono ritenuti nati senza peccato — anche colei che lo ha generato è compresa come senza impurità.
Oggi, quindi, lodiamo Maria come colei che è senza peccato, pura, incontaminata — immacolata. Ma dobbiamo chiederci con sincerità: questa comprensione parla ancora in modo significativo al nostro tempo?
Un tempo la purezza era considerata subito dopo la divinità: «La pulizia è vicina alla santità». Oggi, invece, ci siamo abituati a dire: «La macchia va bene». Anche i disinfettanti che usiamo promettono solo il 99,9% di protezione. Accettiamo leader con macchie. Scendiamo a compromessi con l’imperfezione. In un mondo così, chiamare Maria “senza macchia” rischia di allontanarla da noi, rendendola irreale e irraggiungibile.
Inoltre, la purezza non può sempre essere idealizzata. Per le donne senza casa e le donne nomadi che dormono per strada, la sporcizia diventa una forma di protezione. Per loro, la pulizia può essere un pericolo. In queste vite, la macchia stessa diventa bellezza.
Perciò non riduciamo la festa di oggi a uno slogan morale: «Maria è pura, quindi dobbiamo essere puri». Riflettiamo piuttosto sul senso della sua purezza e sulla sfida che essa ci pone.
1. La purezza di Maria dà senso alla sua vita
Shakespeare ha scritto: «Alcuni nascono grandi, altri diventano grandi e ad altri la grandezza viene imposta». Maria nasce nella grazia, ma diventa grande attraverso il suo abbandono fiducioso. Nel gioco degli scacchi, i pedoni diventano forti solo quando avanzano lentamente, passo dopo passo, fino all’altra parte della scacchiera. La loro perseveranza li trasforma. Nella seconda lettura di oggi, san Paolo scrive: «Dio ci ha scelti in Cristo prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati davanti a lui». La nostra vita, quindi, non è un caso. Dio ha un progetto, un disegno, una chiamata per ciascuno di noi.
Maria conosce il senso della sua vita attraverso l’angelo. Noi non abbiamo la stessa chiarezza. La volontà di Dio per noi va riconosciuta attraverso segni: movimenti interiori, circostanze esterne, silenziosi tocchi della grazia. Una verità però rimane: tutti siamo nati per la grandezza. Dio ci ha scelti e destinati alla pienezza della vita.
2. Non ciò che siamo, ma ciò che diventiamo dà valore alla vita
La prima donna, semplicemente “donna”, diventa “madre” — Eva. L’umanità cambia attraverso un solo gesto: mangiare il frutto proibito. Gli occhi si aprono e la vita umana entra in una nuova fase. Ciò che conta non è quello che siamo, ma quello che diventiamo. Da bambini ci chiedono: «Che cosa diventerai?» Da adulti la domanda cambia: «Che cosa sei adesso?» Spesso la crescita si ferma. Il valore aumenta solo attraverso la trasformazione. Il latte diventa yogurt, burro, ghee e acquista valore. Il ferro diventa filo di tungsteno e il suo valore si moltiplica.
Maria, la giovane di Nazaret, diventa Madre di Dio. L’Immacolata Concezione la prepara a questa trasformazione. La festa di oggi invita anche noi a continuare a cambiare, crescere, diventare — senza rimanere fermi.
3. Dalla domanda all’abbandono totale
Il Vangelo passa dalla domanda di Maria — «Come avverrà questo?» — all’annuncio: «Nulla è impossibile a Dio». Dopo aver ascoltato l’angelo, Maria risponde: «Avvenga per me secondo la tua parola». Non dice: «Lo farò io». Lascia agire Dio. Spesso ci affatichiamo cercando di controllare tutto. Molte cose nella vita restano fuori dal nostro controllo. Gli eventi seguono il loro corso. La saggezza sta nel fare un passo indietro e lasciare che Dio operi.
La purezza di Maria è un dono di Dio. La sua grandezza sta nel permettere a quel dono di portare frutto.
Conclusione
Ringraziando oggi Dio per l’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, ricordiamo questo: la sua purezza non è una separazione dall’umanità, ma una preparazione alla maternità.
Che anche noi possiamo prepararci a vivere pienamente, a camminare verso la vera grandezza, a trasformarci continuamente e a vivere con un cuore totalmente affidato a Dio.
Fr. Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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