Lectio Quotidiana. Ven, 5 Dicembre ’25. Luce agli Occhi

Lectio Quotidiana

Venerdì, 5 Dicembre ‘25

Prima Settimana di Avvento – Venerdì

Isaia 29:17–24. Salmo 27. Matteo 9:27–31

Luce agli Occhi

L’Avvento ci insegna ad attendere Colui che porta la luce—una luce che illumina il mondo e le parti più profonde del cuore umano. Le letture di oggi parlano di una promessa: il Messia aprirà gli occhi dei ciechi. Un gesto esteriore diventa rivelazione di ciò che Dio è davvero: Colui che ci vede, ci guarisce e ridona la vista.

La Bibbia riconosce da sempre l’importanza del vedere. Gesù dice: “La lampada del corpo è l’occhio” (Mt 6,22). La prima parola di Dio nella creazione è: “Sia la luce” (Gen 1,3). E alla fine della creazione, Dio “vede” che tutto è buono (Gen 1,31). Anche il peccato nasce dagli occhi: il frutto proibito era “gradevole agli occhi” (Gen 3,6); la moglie di Potifar “posò gli occhi” su Giuseppe (Gen 39,7).

Ma la Bibbia ci parla anche di un Dio che vede con misericordia. Il primo nome divino rivelato è El-Ro’i—“il Dio che mi vede” (Gen 16,13). Agar scopre questo Dio nel deserto, rendendosi conto di essere davvero vista. Tobia, guarito dalla cecità, abbraccia suo figlio e dice: “Tu sei la luce dei miei occhi” (Tob 11,13). Simeone, stringendo tra le braccia il Bambino Gesù, proclama: “I miei occhi han visto la tua salvezza… luce per illuminare le genti” (Lc 2,30–32).

Isaia annuncia che, nei giorni del Messia, i ciechi vedranno. Questa profezia si compie quando Gesù ridona la vista a due ciechi nel Vangelo. Colui che vede le nostre ferite nascoste dona loro non solo nuovi occhi, ma una nuova vita. E aggiunge un avvertimento: “Badate che nessuno lo sappia!” La vista, quindi, non è solo fisica; è invito alla vigilanza e all’attenzione interiore.

Il salmo di oggi lo trasforma in preghiera: “Il Signore è mia luce.” Dio non è solo Colui che dona la luce—Egli è luce.

Dalla Parola alla Vita

1. Custodisci ciò che guardi e come guardi.

I nostri occhi ricevono più informazioni di qualsiasi altro senso. Oggi però sono sempre più pieni, soprattutto a causa degli schermi. Molto di ciò che vediamo lo assorbiamo senza rendercene conto. L’Avvento ci invita a rivolgere lo sguardo a ciò che nutre e illumina. Stacchiamo un po’ gli occhi dal telefono e volgiamoli verso ciò che dà vita.

2. Onora la dignità di chi non può vedere.

Le parole creano mondi. Usare termini che feriscono chi ha una disabilità offusca l’immagine di Dio in lui. Che il nostro parlare sia rispettoso. Le nostre chiese, le nostre comunità e gli spazi pubblici siano pensati a partire dai loro bisogni. Il Vangelo si compie quando tutti possono “camminare nella luce” con dignità.

3. Impara a vedere a occhi chiusi.

Spesso, quando chiudiamo gli occhi, si aprono quelli del cuore. Per questo preghiamo a occhi chiusi: non per fuggire dal mondo, ma per entrare più profondamente nella presenza di Dio dentro di noi. Oggi fermati un momento. Chiudi gli occhi. Lascia che si apra la vista interiore verso il Dio che abita in te, che ti vede e ti chiama alla sua luce.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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