Lectio Quotidiana. Giov., 4 Dicembre ’25. La Porta di Dio

Lectio Quotidiana

Giov., 4 Dicembre ’25

Prima Settimana di Avvento, giovedì

Isaia 26,1–6; Salmo 118; Matteo 7,21.24–27

La Porta di Dio

Ogni casa ha una porta. Una porta non è solo un’apertura nel muro, ma una soglia di cambiamento. Ogni volta che la attraversiamo, qualcosa in noi si muove. Entriamo in ospedale malati ed usciamo guariti; entriamo in chiesa appesantiti e ne usciamo rinnovati. Una porta segna un passaggio, una sicurezza, una crescita.

La Parola oggi parla di un’altra porta: la Porta di Dio. Non è solo la porta che speriamo di attraversare dopo la morte; è la porta che ci sta davanti oggi. Isaia la chiama “una città forte”, con mura fatte non di pietra ma di fiducia nel Signore. Per entrare in questa città c’è una sola porta, e si apre solo a chi porta tre qualità: fede, rettitudine e fermezza.

Isaia dice: “Aprite le porte! Entri il popolo giusto, che rimane fedele.” Fede che si fida della protezione di Dio. Rettitudine che nasce da una vita sincera e onesta. Fermezza che rifiuta idoli e false sicurezze. Questi sono coloro che trovano la porta di Dio — e vi entrano.

Gesù, concludendo il Discorso della Montagna, passa dall’immagine della porta a quella della casa. Una casa può essere costruita sulla sabbia o sulla roccia. La differenza non è nel progetto, ma nelle fondamenta. E le fondamenta sono fare la volontà del Padre.

Chi dice solo “Signore, Signore” rimane sulla soglia. Chi vive la Parola entra nella casa di Dio.

E qual è la volontà del Padre?

• Obbedire ai suoi comandamenti — amore per Dio e amore per il prossimo.

• Vivere una vera sequela — segnata da misericordia, giustizia, sacrificio e umiltà.

• Accogliere le Beatitudini — rendendo nostri i valori di Gesù.

• Togliere l’ipocrisia — perché digiuno, preghiera ed elemosina nascano dal cuore.

• Accogliere il progetto di Dio — come Maria che disse: “Avvenga di me secondo la tua parola.”

Le parole possono toccare la porta, ma sono le azioni che la aprono.

Dalla Parola alla Vita

Ogni porta che attraversiamo oggi — casa, scuola, lavoro, chiesa — ci ricorda la porta finale che desideriamo entrare: la dimora del Signore (Sal 118). Ogni passaggio ci insegni ad accoglierLo e a lasciarci accogliere da Lui.

Attraversando le tante porte della vita, lasciamo che il nostro cuore si formi nella fede, nella rettitudine e nella fermezza. Allora ogni soglia diventa un ingresso di pace.

E quando le porte della vita sembrano chiuse — quando le opportunità si spengono o i sentieri scompaiono — ricordiamo: il nostro Dio abbatte i muri e apre un cammino. E per chi sta davanti a una porta chiusa, siamo noi a diventare una mano che apre.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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