Lectio Quotidiana
Lunedì, 1 dicembre ’25
Prima Settimana di Avvento, Lunedì
Isaia 4,2–6 · Matteo 8,5–11
Le Parole di Dio e le Nostre Parole
L’Avvento ci riporta sempre a una verità semplice e profonda: Dio parla. E quando Dio parla, la sua parola crea, guarisce, rinnova e protegge. Le letture di oggi ci invitano a riflettere sul rapporto tra le parole di Dio e le nostre parole—su come la sua parola plasma il mondo e come le nostre dovrebbero rispecchiarla.
1. La Parola di Dio crea ciò che dice
Isaia offre una visione di speranza a un popolo stanco dall’esilio. Nelle loro tenebre risuona una parola: una promessa di vita nuova, di protezione e di gloria: “Il germoglio del Signore sarà splendido e glorioso.” Per Isaia, la parola di Dio non è solo suono. È azione. In ebraico, dabar significa sia parola che gesto. Ciò che Dio dice, Dio lo compie.
Questo è il cuore dell’Incarnazione: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14). La Parola eterna prende una voce umana, un volto umano, una storia umana. La Parola di Dio diventa visibile. L’Avvento ci invita in questo mistero: la Parola si avvicina. La Parola diventa concreta. La Parola diventa vita.
Ma ci chiede anche di guardare alle nostre parole—quelle dette, scritte, promesse. Le nostre parole diventano realtà? Si trasformano in azioni? Oppure rimangono vuoto respiro?
2. Quando accogliamo la Parola di Dio, ci avviciniamo a Lui
Gli ascoltatori di Isaia rispondono con un invito pieno di luce: “Venite, camminiamo nella luce del Signore.” Dio parla e le persone si muovono—verso di Lui, verso gli altri, verso la speranza.
Ogni volta che ascoltiamo la Scrittura con cuore aperto, accade lo stesso: la parola di Dio ci libera dalla paura e ci porta nella sua luce. Più accogliamo la sua parola, più assomigliamo a Colui che la pronuncia.
3. Le nostre parole mostrano ciò in cui crediamo
Nel Vangelo, il centurione pronuncia una delle frasi più luminose della Bibbia: “Di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.” Lui comprende l’autorità. Comprende il comando. Sa che le parole costruiscono la realtà. Se le parole umane—“Vai, vieni, fa’ questo”—hanno forza, quanto più la parola di Cristo, che è la Parola stessa? Il centurione sa che basta una sola parola di Gesù per guarire. E così avviene. Cristo parla—e la guarigione accade. La parola di Dio diventa un atto che risana. Anche le nostre parole possono diventare parole che curano, quando sono pronunciate con fede, verità e bontà.
4. Parole che portano pace
Il Salmo 122 ci affida una missione per oggi: “Pace a te!”
Questa non è solo poesia. È vocazione. Ogni parola che diremo oggi—al telefono, in casa, al lavoro—può diventare strumento di pace. Molti conflitti nascono dalle parole. Molte ferite rimangono nelle parole. Ma molte guarigioni cominciano da una frase gentile. L’Avvento è tempo per purificare il nostro parlare: dire meno, con più senso; dire la verità, con dolcezza; dire la fede, con speranza; dire benedizioni, non pesi.
5. Vivere la Parola: tre inviti
(a) Accogli la Parola di Dio con rispetto. La Scrittura non è informazione; è forza. Leggila ogni giorno. Lasciala agire.
(b) Usa bene le tue parole. Evita promesse vuote. Fa’ che ogni parola punti all’azione.
(c) Parla parole che guariscono. Che la tua bocca sia fonte di benedizione. Oggi dona a qualcuno il saluto del Salmista: “Pace a te, alla tua casa, al tuo cuore.”
6. Una benedizione per il nuovo mese
Entrando nell’ultimo mese dell’anno, prendiamo il Salmo 122,8 come promessa per dicembre:
“Pace a te.” Il Verbo fatto carne riempia le vostre case di pace, i vostri cuori di luce e le vostre parole di grazia.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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