Domenica 24 marzo 2024
Domenica delle Palme della Passione del Signore
Marco 11,1-10 (in Processione)
Isaia 50:4-7. Filippési 2:6-11. Marco 14,1-15,47 (nella Messa)
Tre viaggi
«Quando Gesù e i suoi discepoli furono vicini a Gerusalemme», così inizia il brano evangelico che abbiamo ascoltato durante la processione. Insieme a Gesù e ai suoi discepoli, entriamo anche noi oggi a Gerusalemme. Per Gesù, Gerusalemme non era la fine. Significava un nuovo inizio. Fu da qui che ascese gloriosamente; fu qui che mandò in missione i suoi apostoli, e fu qui che nacque la Chiesa, la Nuova Israele.
Le letture che abbiamo ascoltato oggi propongono tre viaggi di Gesù: (a) Viaggio a Gerusalemme; (b) Viaggio al Golgota (o Calvario); e (c) Viaggio al cielo.
(a) Viaggio a Gerusalemme – «Osanna»
Gesù stesso dà inizio a questo viaggio. Sceglie la modalità del suo viaggio: sul dorso di un asino. Il Maestro ne aveva bisogno del puledro. I discepoli stesero i loro mantelli sul puledro, mentre il popolo stendeva i mantelli e le foglie. Gesù, i suoi discepoli e le persone cominciano tutti ad agire. Notevole la processione a dorso d’asino. I discepoli di Gesù fraintendono Gesù come il Messia regale che avrebbe portato la vittoria politica sui romani. Scegliendo il puledro di un’asina, Gesù dice loro che il suo regno è spirituale e che ciò che vuole è la pace.
La gente si rallegra e acclama: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che verrà del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!». «Osanna» significa «salvaci, per favore!» o «vieni a liberarci!» Gesù, che venne sull’asino preso in prestito, fu la loro ultima fede. Avevano sperato che Gesù stabilisse il regno di Dio. Se avessimo partecipato a questa processione al tempo di Gesù, anche noi avremmo avuto questa stessa fede e speranza.
Il primo viaggio di Gesù simboleggia la semplicità, l’umiltà, la fede e la speranza. La gente accoglie Gesù in città. Lo acclamano con l’Osanna.
(b) Viaggio al Golgota – «Crocifiggilo»
Abbiamo ascoltato il racconto della passione di Gesù riportato dall’evangelista Marco. Gesù inizia anche il secondo viaggio. Manda avanti i suoi discepoli a preparare la Pasqua. Il viaggio verso il Golgota comprende brevi viaggi al Getsemani, al Sinedrio e a Pilato.
I discepoli che hanno messo i loro mantelli sul puledro adesso tradiscono, rinnegano Gesù e fuggono da lui. Le persone che gridavano a Gesù con «Osanna» («vieni, salvaci»), furono portate alla disperazione e all’odio, e gridarono a Pilato: «crocifiggilo». Erano delusi perché avevano frainteso Gesù.
I capi dei sacerdoti e gli scribi sono contenti di aver ucciso Gesù. Pilato si sente felice perché ha ripreso il controllo del caos. Anche se sapeva che i capi sacerdoti e gli scribi avevano processato Gesù per invidia, considerava la pace a Gerusalemme durante la festa la sua massima priorità. Il centurione, in piedi davanti alla croce, confessa: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio».
Sebbene il viaggio sia pieno di emozioni come solitudine, odio, umiliazione, invidia, all’inizio e alla fine ci sono alcune cose positive da celebrare: una donna senza nome unge il capo di Gesù e un soldato senza nome professa la sua fede in Gesù. L’acclamazione del popolo è «crocifiggilo».
(c) Viaggio verso il cielo – «Gesù Cristo è il Signore»
La seconda lettura ci offre una visione più ampia del cammino di Gesù. Il viaggio di Gesù, infatti, è iniziato in cielo e si è concluso in cielo. Paolo, che attraverso un inno cristologico istruisce la Chiesa di Filippi a crescere nell’umiltà, nell’unità e nella resilienza, presenta Gesù come modello. Gesù si umilia e Dio lo esalta.
Gesù, che discese dal cielo, ascese al cielo. È risorto dai morti. Dio lo condusse alla gloria. Tutti ora acclamano: «Gesù Cristo è il Signore».
Entrando nella Settimana Santa, ricordiamo tutti e tre i viaggi di Gesù. Anche la fede, la speranza, la solitudine, l’odio, l’umiliazione, il tradimento, il rifiuto, la morte e la tristezza fanno parte della nostra vita.
(a) Il Signore Dio è il mio aiuto
Nella prima lettura abbiamo ascoltato il terzo canto del Servo sofferente. Il servo, che simboleggia il popolo d’Israele in esilio, viene rifiutato, umiliato e condannato. Ma alla fine si rende conto che Dio era al suo fianco per aiutarlo. Gesù, durante tutta la sua vita e passione, ha sentito accanto a sé la presenza di suo padre. Questa settimana possiamo renderci conto che Dio è con noi.
(b) La croce
Le palme che teniamo oggi diventano la croce. La palma liscia diventa la croce dura. La vita è piena di palme e croci. Attraverso la morte di Gesù, la croce, simbolo dell’umiliazione, diventa simbolo della gloria. Cominciamo ad accettare le croci quotidiane della nostra vita.
(c) La conversione
La nostra Madre Chiesa ci raccomanda di fare una buona confessione in preparazione alla celebrazione della Pasqua. Gesù è morto per i nostri peccati. Siamo chiamati a morire per i nostri peccati. I nostri peccati ripetuti sono le nostre scelte. Perdoniamo noi stessi e cerchiamo il perdono di Dio. Riconciliati con Dio, riconciliamoci gli uni con gli altri.
Entriamo nella Settimana Santa con le palme e la croce!
Don Yesu Karunanidhi
L’arcidiocesi di Madurai
il missionario della misericordia

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